Ragnatela Resistente in MateRR

PROGRAMMA

 

Con la Candelora del 2 febbraio, l’inverno comincia a lasciare spazio alla primavera;

E’ arrivato il momento delle semine e, come sempre, ci incontriamo per scambiarci i semi e saperi legati all’agricoltura, all’ecologia, all’economia, che rappresentano l’humus che, in senso allargato, li nutre. Manteniamo l’attenzione ai nostri reali bisogni e, nel contempo, ai continui tentativi delle multinazionali di costruire un monopolio sui semi, sull’agricotura e sulla alimentazione; manteniamo alta l’intenzione di difendere e salvaguardare la biodiversità che è ricchezza per tutti.

Inoltre, dedichiamo questo incontro al matriarcato: per riflettere sui modelli, sui paradigmi culturali che sottendono alle azioni e scelte che viviamo nel quotidiano… alla ricerca di altre modalità, in armonia con la Natura.

Con il documentario e la presentazione del libro ‘Matriarché’ (curato da Francesca Colombini e Monica Di Bernardo – exorma edizioni), vogliamo aprire un dibattito intravedendo nei principi di cura e di accudimento, propri del materno, una via per riconciliarci agli altri ed alla natura; una via per trovare alternative all’attuale sistema dominante in crisi… degli esempi – come l’economia di sussistenza e l’economia del dono – che siamo rispettosi della vita e delle sue relazioni.

Scambio e Dono’ stessi, possono riferirsi a due modalità differenti di economia e di socialità, riflettere sulle quali è un punto di partenza per allargare lo sguardo, poi, a tutto il resto cui siamo connessi. 

EVENTO A RIFIUTI ZERO, porta la mappatella con bicchiere e stoviglie e contribuirai al buon funzionamento della giornata e non solo.

Info sul libro: MATRIARCHE’                                                                                                         C’è stato un momento nella storia dell’umanità in cui sono esistite società fondate sull’armonia con la natura, egualitarie e solidali?Secondo alcuni non solo ci sono state ma esistono tuttora, in alcuni luoghi del mondo, società pacifiche, fondate sull’equilibrio di genere e in accordo con la natura. Si tratta di organizzazioni matrilineari o matrifocali in cui la maternità è considerata il valore fondante. Matriarché è un progetto interdisciplinare volto proprio allo studio di queste società che, in passato, ma soprattutto nel presente creano un contesto sociale più armonico, dove la relazione uomo-donna e le relazioni in generale sono fondate sui princìpi della cura e della nonviolenza.                                              A cura di Francesca Colombini e Monica di Bernardo. Con un contributo originale di Vandana Shiva Rea (Exòrma Edizioni, collana Perimetrie).

IL VIDEO: Il documentario “Matriarché” nasce da una voglia di cambiamento, di trasformazione della società così come siamo abituate/i a viverla. I suoi squilibri, le disuguaglianze, la rottura del rapporto con la natura si evidenziano soprattutto in questi ultimi anni, attraverso crisi di vaste dimensioni: ambientale, finanziaria e delle relazioni.

E’ forse azzardato e utopico immaginare un mondo più in armonia con la Madre Terra, dove il principio materno sia al centro dell’organizzazione di una comunità e dove prendersi cura delle relazioni sia fondamentale? La ricerca parte dai recenti studi sulle società matriarcali passate e presenti; attraverso la raccolta di interviste a donne e uomini esperte/i dell’argomento che ci hanno ispirato nuove fonti di conoscenza e una nuova consapevolezza.

Il titolo Matriarché riprende le parole della filosofa tedesca Heide Göttner-Abendroth che definisce il termine “matriarcato” non come dominio, sopraffazione del femminile sul maschile, ma come “matri/arché” cioè “origine dalle madri” teorizzando una società fondata sulla collaborazione e l’equilibrio tra i generi, in cui le decisioni siano prese utilizzando il metodo del consenso e vivendo nel rispetto della natura e delle risorse che essa ci mette a disposizione.

Matriarché è stato sostenuto da un’iniziativa di crowdfunding: in soli due mesi ha riscontrato l’interesse e l’attenzione di un gran numero di sostenitori, attenti alle tematiche sottese al libro.

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Cineforum Collettivo Ex Stazione Pomigliano d’Arco

cineforum pomigliano

La dignità insieme al lavoro sono i due elementi che nobilitano e stimolano l’uomo nella vita per far sì che i suoi sogni diventano progetti! La fabbrica dei sogni fin dalle sue origini ha trattato coniugando entrambi i temi i film che vi presentiamo si propongono di essere un esigua ma ricca antologia su tale questione sicuramente ricca di spunti di riflessione. Un viaggio che parte da una pietra miliare del neorealismo passando per gli anni ’70 fino al 2000 e culminando con un indicatissimo documentario che parlando di un altro paese parla di noi.

UMBERTO D. di Vittorio De Sica 9 FEBBRAIO ORE 17:30                                             Centro La Pira_Via Terracciano, 204 Pomigliano d’Arco NA

Un mite, silenzioso pensionato, ridotto a non essere più (economicamente) in grado di sopravvivere, rifiuta la tentazione del suicidio per non abbandonare il proprio cane. Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra Zavattini e De Sica, sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la “perfezione” di Ladri di biciclette, ma va al di là.

 

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Non Abbiamo Paura delle Macerie

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Siamo noi lavoratori che facciamo funzionare le macchine nelle industrie, che estraiamo il carbone e i minerali dalle miniere, che costruiamo le città… Le macerie non ci fanno paura. Sappiamo che non erediteremo che rovine, perché la borghesia cercherà di buttare giù il mondo nell’ultima fase della sua storia. Ma, le ripeto, a noi non fanno paura le macerie, perché portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori  – Questo mondo sta crescendo in questo istante                                         (Buenaventura Durruti, 1936)

Una giornata (dalle 17.30- alle 24) sull’autoproduzione e l’autogestione in musica, editoria, cibo, vino, terra, per il superamento della divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale.

Ore 17.30 : presentazione di Kronštadt nella Rivoluzione russa, di Tomasz Parczewski (coproduzione Colibrì/Candilita,). Si tratta della prima traduzione dal polacco di una testimonianza (pubblicata nel 1935) sulla Rivoluzione russa da parte di un insegnante di ginnasio e ufficiale dell’esercito russo durante la Prima guerra mondiale che fu, tra la caduta dello zarismo e la Rivoluzione d’ottobre, Governatore di Kronštadt, principale base della Flotta del Baltico e sede dei più radicali e intransigenti rivoluzionari dell’intera Russia. Ribelli a ogni dominio, i marinai di Kronštadt si scontreranno con lo stato sovietico nel marzo 1921, a testimonianza dell’incompatibilità tra libertà e potere politico.

Ore 19.30: Proiezione di My iz Kronštadta (Noi siamo di Kronštadt)  – di Efim Dzigan – 1936.

La narrazione romanzata dell’attacco portato dalle armate bianche controrivoluzionarie alla capitale Pietrogrado nel 1919 e della loro sconfitta ad opera dei marinai di Kronštadt. Si tratta di un tentativo di “riappacificazione storica” del potere comunista con i rivoluzionari che 15 anni prima erano stati schiacciati dall’Armata rossa.                                             Sonorizzato dal vivo da Matz! & Nusuth

Ore 21.00: suonano                                                                                                                 Tetano – Anarcopunk da Benevento                                                                                       General Strike – Militant folk/Union songs da Salerno

A seguire: Musica popolare: tarantelle, tammurriate e pizziche, ricordandosi che a mezzanotte arrecettamm’e fierre, pulezzammo ‘a mulazza, facimmo ‘a mappatella e ce ne jammo…

No munnezza, portatevi piatto, posata e bicchiere

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