comunicato antifascista 20.02.2018

I ROSSI SI SCAMBIANO I NERI SI CANDIDANO

XII Disposizione della Costituzione: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. E’ chiaro? E’ vietato!
E con la legge Scelba, signore e signori, si va in galera:
“Si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.”
Le organizzazioni, le associazioni o i partiti che si richiamano al fascismo e al nazismo sono banditi, fuorilegge.

Marigliano, in questi giorni, è stata tappezzata, abusivamente, di manifesti di un noto fascista -reo confesso potremmo dire con la legge Scelba!- che continuamente infrange la legge denigrando la democrazia, le istituzioni, i valori della Resistenza e persino esaltando esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo.
Ma questo, allora, è un criminale. La legge parla chiaro. Qualcuno lo dovrebbe arrestare, in quanto pericoloso per sé e per gli altri! E invece no! Nessuno lo arresterà. Attenzione!
Perchè, dicono, siamo in democrazia e in una vera democrazia c’è libertà, di pensiero e parola.
Ecco! Quello che non c’era e non c’è con il fascismo e che grazie agli antifascisti è diventato valore condiviso da difendere. Adesso è chiaro?
Siamo antifascisti. Per costituzione. E non accettiamo compromessi ipocriti: con i fascisti non si tratta.
Il fascismo è intollerante e quindi intollerabile. E’ chiaro.

Ma, paradossalmente, non è così. In questo paese, soprattutto negli ultimi anni, si sono pericolosamente moltiplicate, con innumerevoli sigle, organizzazioni neofasciste e neonaziste che incitano all’odio, alla discriminazione, al razzismo, che si muovono e si insinuano nella realtà sociale e molto in quella virtuale di internet. Zombi? No! Sveglia! Non sono mai morti quelli! Occhi aperti!
Perchè, e questo lo diciamo noi, siamo in demagogia e solo in una vera demagogia i fascisti, i “neri”, si possono candidare, mentre, intanto, i partiti politici, cosiddetti di sinistra, i “rossi”, sbiadiscono e annacquano l’antifascismo nelle stanze del potere.

E mentre l’Italia delle televisioni non sa spiegarsi come a Macerata, un fascista abbia potuto armarsi di pistola e bandiera italiana e sparare, a marigliano, in questi giorni, vergognosi manifesti del fascista De Stefano invadono le strade della città. De Stefano? e cu minkja è De Stefano? E’ il faccione che guarda tutti dall’alto, finta barba e sguardo serio, serissimo; ridicolo. E’ un fascista che si spaccia da presidente di discutibili associazioni culturali e che, in questi anni complessi, si è creato un certo seguito da tenere seriamente a bada poichè questi gruppi neofascisti sono soliti inserirsi in nicchie di degrado in cui lo stato, figuriamoci, è drammaticamente assente e completamente delegittimato, ma dove soprattutto la politica locale dorme o latita. E Marigliano non si distingue, purtroppo. E i fascisti attaccano striscioni, fanno propaganda nelle scuole, sul web, si organizzano in banchetti e manifestazioni, distribuiscono volantini, indisturbati e protetti, servi di un pericoloso disegno totalitarista che, mai sconfitto del tutto, serpeggia ancora nelle nostre vite. E ora si candidano pure! Vergogna!
Ancora uno sfregio per Marigliano, dunque. Ancora una volta siamo qui a denunciare la superficialità con cui si tratta la vicenda neo fascista in questo territorio: c’è chi parla di folklore, chi li considera “quattro gatti”, chi non se ne è accorto, chi non ci crede, chi non ci vede, chi li sostiene.
Gli antifascisti no: vediamo, leggiamo, scriviamo, denunciamo, li riconosciamo, li combattiamo. Ogni giorno. In direzione ostinata e, a loro, contraria. Senza indugi, senza paura, senza se e senza ma. Per sempre!
Ma Marigliano è fascista o antifascista? Su questo si fa ancora troppa confusione, spesso per una spaventosa ignoranza delle più elementari regole non scritte di convivenza pacifica prima che civile: libertà, uguaglianza e rispetto.
Marigliano, che puzza ancora di perbenismo, qualunquismo e provincialismo, è fascista quando riporta al centro, con una performance artistica e politica francamente dilettantistica, un simbolo ormai dimenticato del quei tragici giorni.

E non c’è discussione o interpretazione: è fascista e andrebbe rimosso quell’orrendo, ridicolo fregio in piazza municipio, sul palazzo ex pretura ma che troppi continuano a infangare chiamandolo “Casa del Fascio”; vanno isolati e segnalati gli imbecilli che su internet si dichiarano senza nessuna vergogna “fascista convinto” e parlano, scrivono, pontificano, blaterano di rivoluzione e di lotta, mistificando termini e concetti propri di chi da sempre gli è stato contro, li ha combattuti e li combatte ancora. Concetti e pensieri repressi dal fascismo nel sangue, lo ricordiamo, perchè antifascisti.
L’antifascismo non è un paragrafo di un libro di storia da imparare e ripetere a memoria. E’ un dovere in questo paese. Mai più fascismo! L’abbiamo gridato nelle piazze e non si torna indietro! Via i fascisti dalle nostre strade; vanno accertate le responsabilità di chi impone al dibattito culturale temi di ispirazione fascista; va ostacolata ovunque e con ogni mezzo la loro becera propaganda, rinforzata, purtroppo, anche da politici nazionali che soffiano sul fuoco dell’intolleranza e della discriminazione e minimizzano, ignorano o girano la faccia. Ipocriti! Come quelli che, mascherati da patrioti, socialisti, giustizialisti, ambientalisti, covano sogni di conquista di stampo fascista, assetati di potere come Hitler che ancora osannano e celebrano, gli idioti; ipocriti, bugiardi, arroganti e pericolosi. Ecco chi sono i fascisti!

Ecco perché saremo ANTIFASCISTI SEMPRE!

collettivo utopia_inverno 2018

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UN CAFFE’ BUONO E GIUSTO: Para Todos Todo, a staZIONe UtOpiA, direttamente dal Chiapas! 22.12.2017

Buone notizie dall’Associazione Tatawelo, ospite un anno fa, del collettivo utopia.

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Marigliano_Quasi un anno fa, era il 12 febbraio 2017, a staZIONe UtOpiA a marigliano,
il collettivo utopia ospitò l’Associazione TATAWELO di Torino, che sostiene piccole realtà contadine
nel Chiapas, in Messico, per la produzione e distribuzione di un caffè zapatista, equo-solidale,
prodotto in piena trasparenza e nel rispetto dell’ambiente e delle persone; parte del ricavo
ottenuto dal preacquisto di questo caffè, viene destinata a progetti per l’emancipazione sociale di quelle piccole comunità. Insomma, un caffè buono e giusto!

Qui https://collettivoutopia.noblogs.org/2017/02/25/il-caffe-della-rivoluzione-buona-la-prima/ troverete un resoconto di quella giornata.
E non sono solo chiacchiere, perchè dal Chiapas arrivano buone notizie!
Da TATAWELO esultano per i risultati ottenuti grazie al sostegno di tutti.
Ecco da loro alcuni aggiornamenti:
-Il progetto ASTER giungerà al termine con l’ottimo risultato di aver contribuito in modo concreto a diminuire l’incidenza dell’infestazione della “ROJA”, tanto che la produzione di caffè verde sta crescendo poco per volta, riportando a un livello economico apprezzabile il lavoro dei cafetaleros.
-La torrefazione della cooperativa Yachil, realizzata con il nostro importante contributo finanziario, sta lavorando e consente ai produttori di chiudere il cerchio della loro filiera, per il raggiungimento della massima autonomia gestionale possibile.
-Il prefinanziamento 2017 ha chiuso con un risultato strepitoso raggiungendo un +50% rispetto a quello del 2015 e un +25% sul 2016.
-Le donazioni per la nostra campagna “MESSICO EMERGENZA TERREMOTO” hanno superato gli 11.000 euro.
-La nostra Presidente, Dulce, è in questo momento in missione in Chiapas, sta incontrando i nostri produttori, il DESMI e la Junta del buon govierno di Oventic. Sicuramente ci porterà “excelienti” e importanti notizie per quel che è stato fatto, si sta facendo e si farà laggiù.
-Nostra intenzione è rendicontarvi su tutto quanto, come consuetudine, nel prossimo TATA-INFO, la cui uscita è prevista per inizio gennaio, in contemporanea con il lancio della Campagna di PREFINANZIAMENTO 2018, ipotizzata orientativamente dal 7 gennaio all’8 marzo.

Il collettivo utopia invita tutte le persone interessate a partecipare al progetto TATAWELO a prendere informazioni:
www.tatawelo.it  –  info@tatawelo.it
collettivoutopia.noblogs.org  –  collettivoutopia@bruttocarattere.org

Autonomia è libertà!
collettivo utopia – inverno 2017

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Cadono i muri a Stazione Utopia…e ora andiamo avanti

Domenica mattina, per il quarto anniversario dall’inizio del progetto stazione utopia , il collettivo utopia organizza una giornata dedicata alla musica e all’arte. Accompagnato dalle note del rap estemporaneo di    J Carletto, Faze e Mimmo Taki dedicato a stazione utopia, nasce e cresce davanti allo spazio della stazione un grande muro di cartoni con una scritta che recita: “spazi da aprire, menti da liberare, muri da fare crollare!”.

Un muro che è una vergogna insopportabile, un ostacolo che non si può aggirare, una sfida al paese senza sogni, un atto ribelle e rivoluzionario, un desiderio di libertà…

Dopo poche ore, il muro è stato abbattuto!

Finalmente il paese senza sogni si è svegliato e ha voglia di libertà! Finalmente un muro che chiude ha aperto gli occhi e la mente! Finalmente qualcuno ha capito che l’azione è l’unico modo per parlare e farsi ascoltare! Finalmente si può cominciare a parlare dello stabile, della gestione partecipata, degli usi civici, della riappropriazione e dell’utilizzo di questo che prima era solo uno spazio abbandonato, immondezzaio al centro della città! Finalmente….

… E invece, NO! Ancora una volta, la mente chiusa e ignorante di qualcuno non ha visto oltre il proprio naso; le mani stolte e infami di qualcuno senza volto hanno tagliato un filo che serviva a tenere in piedi una richiesta di intervento e la promozione di un cambiamento. Ma…

…Ancora NO! Il viaggio verso la stazione, lo stabile, la partecipazione continua sempre in direzione ostinata e contraria!

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