Gli autonomi, l’ingegnere e la sirena

comunicato n.3

every 2 013Aprile e Maggio 2014, Ex Stazione della circumvesuviana di Marigliano.

L’attività di recupero e riappropriazione dell’area  continua senza sosta!

Diverse le persone del quartiere e non che hanno partecipato al miglioramento dello spazio.

E’ il momento di recuperare la parte posteriore dell’area, dove una grossa pietra copre, in modo approssimativo, il buco dell’ex fogna della stazione.

L’ennesimo segnale di abbandono!

Decidiamo di ripristare il buco e per questo vengono coinvolte persone esperte e con tutta l’attrezzatura necessaria, andiamo sul posto per effettuare il lavoro.

Ad un certo punto della mattinata il vicino di casa, l’ingegnere Monda che aveva già mostrato la sua contrarietà al ripristino dell’area, minaccia di chiamare i carabiniere se non ci fossimo fermati, con il pretesto di una mancata autorizzazione per lo svolgimento di lavori edili.

Afferma poi che non vuole il ripristino dell’area perchè la pietra può impedire ai ladri di avvicinarsi con un furgone e saltare nella sua villa, che si trova a fianco all’ex stazione. Area che tra l’altro è già inaccessibile a causa di una sbarra posta abusivamente tra i paletti che delimitano l’area stessa.

Insomma per interessi puramente privati, l’ingegnere vuole bloccare un’opera di interesse pubblico.

Noi, decisi a rendere quello spazio vivibile, andiamo avanti incuranti delle minacce!

A questo punto l’ingegnere, accende l’allarme di casa e contatta prima i carabinieri di Marigliano, che contattano i vigili urbani e non contento chiama anche i carabinieri di Castello di Cisterna.

Tutti arrivano sul posto e vedendo l’opera di ripristino del tombino, ci permettono di continuare.

In breve… prima vediamo i vigili passare e li chiamiamo per raccontargli l’accaduto e quello che stiamo facendo e il comandate ci dà il consenso verbale per continuare l’opera. Poi, arriva il comandante dei carabinieri di Marigliano che giunge in fretta sul posto perchè l’ingegnere ha addirittura denunciato che stavamo rubando del ferro, ma anche lui ci permette di continuare.

Nonostante una mattinata così movimentata, il buco viene coperto e l’area torna agibile!

Nei giorni successivi, l’ingegnere continua a minacciarci con tanto di macchina fotografica e atteggiamenti aggressivi.

E allora ci viene da chiederci: “penserà di essere il padrone dell’area”?

Oltre all’ingegnere, la nostra azione non piace neanche a dei giovani mariglianesi che si dichiarano fascisti e che spesso, con atteggiamento aggressivo, ci provocano con cori, magliette e adesivi che per fortuna sono solo il ricordo di una dittatura superata, ma sempre dietro l’angolo.

Il nostro essere ci porta a prendere le distanze da tali soggetti e a dichiararci antifascisti e contro ogni forma di autoritarismo costituito!

Aspettando lo scritto n.4… se hai una pianta da donare, l’aiuola è anche tua!

Per maggiori informazioni scrivi a collettivoutopia@bruttocarattere.org

Foto: l’abuso edilizio sotterraneo.



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ArredA staZIONe UtOpiA mArigliano

Domenica 29 giugno

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Storia di uno spazio (non più) abbandonato

comunicato n.2

DSC_9039daraw_1Dicembre, Ex stazione della circumvesuviana di Marigliano.

Si comincia!

Una fila di sacchi neri di circa 10 metri, occupa il perimetro dell’area. Ci sono foglie e rifiuti urbani, ma anche animali morti, tanti escrementi di cani al guinzaglio e un cattivo odore di urina.

Nell’aiuola sotto gli enormi platani, invece, piante alte un metro, residui di materiale edile e ancora altri rifiuti urbani.

Questa, negli scopi del Collettivo Utopia, diventerà l’aiuola “laboratorio ecosostenibile-ospedale delle piante Chico Mendes”, omaggio a Sebastiano Bonavolontà.

Già a Dicembre con l’ìniziativa denominata “il viaggio verde” l’aiuola prende forma, cominciano ad abitarci le prime piante dell’ospedale che Sebastiano raccoglieva dalla strada.

Man mano persone, soprattutto che abitano la zona, cominciano a partecipare al progetto, donando piante e poi dotando l’aiuola di una staccionata.

Nei mesi successivi continua l’opera di dotazione dell’area con la costruzione di un cestino (a tal proposito denunciamo che, su tutto corso Vittorio Emanuele non ce n’è nemmeno uno), una postazione per la raccolta di escrementi animali con tanto di buste, una bacheca informativa, una fontana pubblica, per affermare che l’acqua è delle comunità e non di privati in cerca di profitti!

Nell’attesa che arrivi lo scritto n.3… passa alla stazione, proponi un’iniziativa culturale, contribuisci al miglioramento del nostro territorio.

Per maggiori informazioni scrivi a collettivoutopia@bruttocarattere.org e visita il sito collettivoutopia.noblogs.org.

Foto di Antonio Mercadante, attività di recupero e pulizia dell’area.

 

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