A staZIONe UtOpiA: SI RUBANO LIBRI, SI NEGANO SPAZI! 03.06.2019

Prosegue, sotto varie forme, l’attacco alla riqualificazione dell’ex-circumvesuviana di Marigliano.

Ecco l’ennesima denuncia del collettivo utopiA: chi ruba i libri a staZIONe UtOpiA? E perché?

 

E’ da mesi che denunciamo la scomparsa di decine di libri dalla cassetta del LIBeRO SCAMBIO, il punto biblioscambio presente a staZIONe UtOpiA. Come se qualcuno non avesse bene afferrato il meccanismo dello scambio libero di libri “lascia un libro, prendi un libro” diffuso in tutto il mondo; o come se qualcun altro si stesse impegnando davvero tanto per ostacolarne il funzionamento in quel luogo. Rubano defribillatori in piazza. Rubano libri a staZIONe UtOpiA. Rubano spazi all’autonomia. Chi siete? Vergognatevi!

Accolta con grande partecipazione dai lettori, la cassetta, da molto tempo, viene svuotata in meno di un’ora. Appena si lascia un libro –ma anche dieci!- ed è già scomparso e la cassetta è ancora una volta vuota! E sono proprio le persone che frequentano e animano il biblioscambio, le vere vittime della mano imbecille che ruba i libri dal LIBeRO SCAMBIO. Sono tante, dispiaciute e arrabbiate. Smettetela!

Ma, a quelli che frequentano, gironzolano o abitano da quelle parti, chiediamo: nessuno sa niente? Nessuno vede niente? Dai balconi, dalle finestre, dalle vetrine.

La storia è lunga e piena di conferme. E quindi, la proposta, chiara fin dall’inizio, è ancora e sempre la stessa: chiediamo a tutte e tutti di partecipare liberamente, alla ripresa, tutela e riqualificazione di staZIONe UtOpiA; per costruire uno spazio comune di promozione sociale autogestito.

Non si giustifica la disattenzione generale intorno a quel luogo.

Perché, per esempio, una piazzetta con panchine, fontana, opere d’arte e aiuola verdeggiante, frequentata da famiglie, giovani, viandanti e passanti, viene occupata per giorni, da macchine e materiali di un cantiere estraneo all’area, quando, a due passi, nel piazzale del parcheggio, ci sarebbe più spazio utile? Si negano spazi. E si lasciano sporchi! E perché nessuno si lamenta? Chi ha il dovere di tutelare gli spazi pubblici? Chi controlla? Dicono: le autorità costituite e pagate! Si, certo. Ma come parlò Bellavista: “…lo stato non ce la fa!”. Se c’è chi non fa e lo fa per se; chi fa da sé fa sì che si faccia ciò che non si fa, e faccia chi non fa. Non per sé ma per chi -sì!- farà.

Per noi, la cittA è di chi la abita. L’occasione offerta dall’esperienza staZIONe UtOpiA è di contribuire a una gestione popolare partecipata di uno spazio recuperato dal basso. Un’esperienza senza precedenti. Che può coinvolgere chiunque. Perché qualcosa è cambiato: se ne sono accorti pure -occhi aperti!- fruttivendoli, panzarottari e ortolani, che, di tanto in tanto, si sono fermati in quel luogo con le loro mercanzie. Bravi!

Liberi. E senza padroni, vìvano i sognatori!

Siamo sempre in tempo.

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quasiestate2019

 

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Occhio all’ingranaggio! Sosteniamo il Primo Maggio. 28.04.2019

Domenica 28 aprile, in piazza a Marigliano,                           e ritorna radioplaza!

E’ ancora attiva sul sito www.produzionidalbasso.com, la raccolta fondi popolare, proposta dal collettivo utopiA per la IV edizione di “1° maggio-Occhio all’ingranaggio!” a staZIONe UtOpiA – Marigliano.

L’iniziativa, pensata senza sponsor commerciali né fondi statali, si realizza grazie alla partecipazione libera di molte realtà culturali e di promozione sociale operanti sul territorio.

Artisti, contadini, artigiani, associazioni, pensatori, sognatori, autonomi e kàpepàtzeh…non mancate! staZIONe UtOpiA è uno spazio aperto!

E intanto, in piazza, che si dice?

Domenica 28 Aprile 2019, dalle 11:00, in piazza Municipio, torna radioplaza con una puntata speciale dedicata alla presentazione del programma e dei partecipanti che il 1°maggio 2019, per tutta la giornata, animeranno l’area ex-circumvesuviana, ripresa nel 2013 dal collettivo utopiA e, da cinque anni, laboratorio sperimentale di rigenerazione urbana “staZIONe UtOpiA”.

E da allora, molteplici sono le iniziative di riqualificazione realizzate; sempre diverse e tutte autofinanziate e autogestite. Dall’arte allo sport, dalla cucina al teatro; dal cinema alla radio, dalla manutenzione al 1° maggio.

Ospiti, curiosi, viaggiatori di ogni tipo si sono scambiati sguardi e sorrisi all’ombra dei due platani giganti. Si respira aria di libertà a staZIONe UtOpiA. Un fiore nel deserto!

E radioplaza, la radio pazza che impazza e spiazza, ce lo racconta in piazza.

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Occhio all’ingranaggio! Arriva il Primo Maggio 01.05.2019

4a edizione del festival indipendente a staZIONe UtOpiA.

Occhio all’ingranaggio! A staZIONe UtOpiA ritorna, per il 4° anno consecutivo, il festival indipendente e autogestito, promosso dal collettivo utopiA di Marigliano.

Una giornata intensa di musica, arte, cibo buono, esperienze e riflessioni sul mondo (disastrato) dei lavoratori e su possibili vie di fuga dal sistema capitalistico globale, che continua a generare sfruttamento e disuguaglianze, devastazioni ambientali e tensioni sociali, in tutto il mondo.

I governi non risolvono ma anzi, manipolati da interessi privatistici, mistificano la realtà, sviliscono le lotte, aumentano le tasse, negano diritti acquisiti, cancellano conquiste, reprimono.

Siamo tutti parte del problema.

La macchina incombe e sbuffa. Incatena nei luoghi di lavoro, a scuola, in famiglia; persino a teatro, ti rincorre. Spinge al consumo programmato di banalità e si alimenta di idiozia mentre ingabbia e restringe gli spazi di libertà. Corre e ha fretta ma non è perfetta. Facciamo attenzione! Perchè gli ingranaggi siamo noi!

Ecco quindi ‘Occhio all’ingranaggio!’: il 1° maggio a staZIONe UtOpiA-marigliano che promuove autonomia, liberazione del tempo dal lavoro salariato, mutuo soccorso, libera espressione delle arti e condivisione dei saperi.

Il collettivo utopiA da sempre promuove iniziative basate su autogestione e indipendenza, autofinanziamento e partecipazione libera. Senza sponsor commerciali né fondi statali, “Primo Maggio – Occhio all’ingranaggio!” è un’iniziativa interamente autofinanziata attraverso un crowdfounding su www.produzionidalbasso.com e si realizza grazie alla partecipazione libera di molte realtà culturali attive sul territorio.

E si fa festa! Esposizioni, letture per bambini, performance di danza, street art, teatro, autoproduzioni, cibo naturale e, in serata, concerto dal vivo. E ce n’è per tanti gusti, profumi, sapori e generi.

In libertà! Non da tutti ma per tutte.

E anche per l’ambiente! Infatti, il collettivo utopiA ricorda che “Occhio all’ingranaggio” è un’iniziativa a rifiuti zero. Per questo invita, chi volesse bere o mangiare, a portare piatto, bicchiere e stoviglie personali da riportare a casa. Un poco da ciascuna fa molto bene a tutte.

Quindi, se non dipingete o non sapete suonare; se non coltivate verdure o non avete partecipato alla raccolta fondi, non importa. Non mancate! Il 1°maggio 2019 correte, tutte e tutti, a staZIONe UtOpiA, che c’è ancora (e sempre!) spazio, anche per voi.

Ecco il programma dettagliato della giornata:

dalle 11:00
Little Free Library Saviano – Mettiamoci in ascolto – Letture per bambini
Gablis Circus – Performance di danza aerea e laboratorio aperto
Nova Koiné – Pratica antirazzista, accoglienza e supporto per i migranti
Second Hand Nature – Artigianato con materiali dalla natura
Assemblea Cucine Autonome Campane
Amazigh – Specialità marocchine fatte in casa
Live painting – biodpi, elis one, raro, batuart, la fucina dell’arte

alle 17:00
RadioPlazA presenta: Usi Ait Sindacato Contadino, Assemblea Cucine Campane, Campagne in lotta, Chi Rom e…Chi No, F.A.B.

alle 19:00
Vanna Piacente Denies – Gipsy Soul – Performance di danza

dalle 19:30
CONCERTO: I Cumpari – Chiodo Fisso – Alca Impenne – Fabio Mo – Slow Car – M76 – Capatosta – S & Lips – Marco Gesualdi NOW Quartet – Pitwine.

Suggestioni e curiosità su collettivoutopia.noblogs.org; oppure se hai un’idea, chiedi una mano a collettivoutopia@bruttocarattere.org.

CONTENUTI EXTRA…per chi vuole leggere ancora.

Perché il 1° maggio…
Facciamo la festa al lavoro: a quello a cui la maggior parte delle persone sembra inesorabilmente destinata a soccombere; il lavoro salariato, che crea dipendenza e che, negli anni, ha fallito completamente gli obiettivi, economici e sociali, che prometteva di raggiungere. Ad oggi, l’esistenza degli individui lavoratori è totalmente stravolta dal precariato. Le logiche di produzione, disumane, imposte dai governi e dal capitalismo mondiale, hanno portato -è evidente- a un impoverimento di massa e una crescita esponenziale delle disuguaglianze, non più sostenibile e molto pericolosa per la convivenza pacifica.

Sono anni che si denunciano lo sfruttamento nei luoghi di lavoro, l’abbassamento dei salari, i disastri ambientali e quelli delle guerre prodotte dal capitale finanziario; sono anni che si grida nelle piazze: E’ ora di dire basta! E lo ribadiamo: è ora di dire basta!

Si, ma come? Da dove ricominciare? Si può sfuggire al sistema imperante?

Qualcuno lo ha fatto. Mediante l’autorganizzazione delle produzioni, la creatività sociale e la pratica dell’autogestione, ci sono realtà che promuovono percorsi di emancipazione e resistenza al mercato; spiriti liberi che ostinatamente mettono al centro la qualità della vita e delle esperienze, il rispetto dell’altro e della natura, l’autonomia responsabile di pensiero e azione.

Perché staZIONe UtOpiA…
Perché dal letame è nato un fior! Ma c’è chi lo calpesta e non se ne vergogna. Ex circumvesuviana di Marigliano, immondezzaio e luogo sporco come era stato lasciato per anni da tutti, riprende vita con il collettivo utopia nel 2013 e da allora è stato un susseguirsi di eventi culturali, sempre diversi – musica, cinema, sport, consumo critico – e possibili forme di autogestione – arte, teatro, creatività – fino all’idea di un Centro Culturale Collettivo Permanente: un spazio pubblico ma indipendente e autogestito, per la produzione e l’innovazione culturale, a disposizione di tutte le realtà indipendenti del territorio; spazi di cui, da sempre, se ne sente un gran bisogno ma su cui le giunte e le amministrazioni comunali non solo arrancano ma, spesso, sono da intralcio alle istanze che nascono dal basso e che per anni, autonomamente, colmano il vuoto lasciato dallo stato macchinoso o, colpevolmente, assente.

Il collettivo utopiA promuove la partecipazione popolare nei progetti di recupero e riqualificazione degli spazi abbandonati, pubblici e privati, e la pratica dell’autogestione attraverso gli usi civici e collettivi; legittimi, possibili e –udite! udite!– “costituzionali”.

Ecco perché il collettivo utopiA ribadisce a gran voce che “staZIONe UtOpiA” si realizza solo con il coinvolgimento diretto della comunità che la abita.

Senza commissioni, senza direttori; staZIONe UtOpiA senza padroni…continua.

Prétendiamo, pròponiamo e dìffondiamo libertà.

Non quando. Ora!

Adelànte!

collettivo utopiA_primavera 2019

 

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