Disoccupate le strade dai sogni a staZIONe UtOpiA arrivano le guardie. 22.07.2019

Ex circumvesuviana di Marigliano: abbiamo recuperato uno spazio; che ne facciamo?  Un’altra occasione persa. Il Comune decide di costruire una caserma.

Ex circumvesuviana di Marigliano: abbiamo recuperato uno spazio; che ne facciamo?

Un’altra occasione persa. Il Comune decide di costruire una caserma.

Per 20 anni, discarica a cielo aperto, grande prova di inciviltà e cultura del degrado, a pochi metri dall’elegante centro mariglianese! Cartacce, buste di plastica, animali morti e un’ingente quantità di merda di cane che allora, se vi ricordate, si lasciava a terra; dappertutto.

Poi, l’8 dicembre del 2013, l’imprevedibile accade; e tutto è diverso! Gli occhi si riaprono –finalmente!– alla meraviglia. Hanno pulito! Erano in sette, otto… forse dieci, armati di scope, pale e zappe; il collettivo utopiA e alcuni sostenitori volontari, irrompono in quello spazio abbandonato e la montagna di merda non c’è più.

Pure i vigili c’erano, contenti come bambini, a farsi fotografie ricordo.

Un gruppo autonomo di sognatori organizzati ha deciso di trasformare quel posto, lasciato al degrado, in laboratorio sociale dove sperimentare la riappropriazione e il recupero popolare degli spazi abbandonati.

Hanno piantato fiori, e si sente nell’aria un qualcosa che sa di bellezza e libertà.

Dicono: siamo liberi! Ma si può fare? Pare di si! In tutto il mondo gruppi spontanei di abitanti di un luogo, piccole comunità, si riappropriano di spazi abbandonati e si autogestiscono nel loro recupero.

Il collettivo utopiA, dicono; ma chi sono? Il comune li paga? Sono comunisti? Perché fanno queste cose? Dove vogliono arrivare? Ma perché non si prendono pure lo stabile? Chi li capisce?

Intanto la stazione vive e trasforma le zappe in chitarre, le scope in pennelli e la fantasia in realtà.

La proposta c’è: staZIONe UtOpiA spazio culturale collettivo autogestito: un laboratorio indipendente aperto per la cura e la riqualificazione degli spazi abbandonati.

Ed è stato fatto! Oltre alla manutenzione dell’aiuola, hanno messo le panchine, un cestino per i rifiuti e la fontana funziona.

Abbiamo uno spazio; che ne facciamo? Poi i murales, gli incontri, i concerti, i sorrisi, anime belle.

E il comune? A quei tempi, c’era un commissario prefettizio apparentemente soddisfatto dell’iniziativa, che premiò ufficialmente l’azione di recupero svolta dal collettivo utopiA e dagli abitanti del territorio.

Che facciamo andiamo avanti? Va bene! Andiamo avanti.

E allora parte la riqualificazione dello spazio che da quel momento assumerà molteplici forme: dal teatro al cinema, dallo sport alla musica, dall’arte alla politica… staZIONe UtOpiA si trasforma; e ogni volta apre ad ulteriori possibilità.

E l’idea piace a parecchi. L’idea, però. Perché nella pratica, a promuovere iniziative nell’area resta il collettivo utopiA, nonostante gli sguardi, i commenti e i pregiudizi di gentucola ammaestrata al perbenismo, i capricci di un ingegnere matto e gli attacchi vandalici di quattro fascistelli di paese. Tutto seppellito.

Si ma… il comune? Ora arriva anche il comune. Il collettivo utopiA propone, alla neoeletta amministrazione Carpino, di ristrutturare lo stabile dell’ex stazione per la creazione di un centro culturale collettivo permanente per la promozione di iniziative culturali, autogestite e indipendenti, attraverso l’adozione degli usi civici e collettivi degli spazi pubblici inutilizzati da riconoscere come beni comuni.

E il comune che fa? Il comune resterebbe proprietario dell’area e dello stabile ma la gestione e la programmazione dello spazio è di tutte coloro che intendono contribuire al suo recupero.

Si…ma il comune che ha fatto? Negli anni ha chiesto di presentare il progetto (presentato), ha poi chiesto di proporre un modello di gestione (fatto); con estreme difficoltà, ci sono stati degli incontri dove tutti sono a parole interessati ma, ad oggi, solo chiacchiere, scartoffie e assessori spariti nel nulla, tra appuntamenti rinviati, tavoli tecnici impossibili e parole, parole, parole.

Deprimente e, a tratti, penoso. E il tutto si trasforma in farsa. Tanto ridicola quanto pericolosa.

Anni ad aspettare un segnale. Ed ecco che il segnale, è arrivato. A modo loro; purtroppo.

Anni a parlare di abbandono e recupero, di investimenti in cultura e partecipazione, di politiche sociali e ambientali; ore in fila, al freddo d’inverno e al caldo d’estate, ad aspettare sindaco, consiglieri, assessori e dirigenti, sfuggenti come anguille, ingarbugliati nei regolamenti dei conti.

Il segnale, dicevamo. Anni ad aspettare una decisione e, purtroppo, la decisione l’hanno presa.

Ma che politica? Che cultura? Sono solo marionette e staZIONe UtOpiA si trasforma in caserma! Proprio così. Una caserma. Che idea! Che svolta epocale per questo paese. Dove c’è chi ancora manipola le scelte politiche, grazie a un pugno di squallidi voti, e invoca sicurezza e controllo, imbambolati dalla becera propaganda governativa. Ridicoli ma pericolosi. Occhi aperti!

Al posto degli artisti, dei passanti, dei viandanti, delle fotografie e delle canzoni, arrivano armi, divise, manganelli e documenti da presentare.

Al posto del teatro, della musica, della pittura e dei libri, arrivano soldati, telecamere, luci lampeggianti e sirene di emergenza.

Al posto di uno spazio aperto, libero e accessibile a tutti, staZIONe UtOpiA si trasforma in zona militare, con limiti invalicabili, ad uso esclusivo.

staZIONe UtOpiA 2019; la città senza sogni ha colpito ancora. Delude l’indifferenza; irrita la prepotenza.

Collettivoutopia.noblogs.org

collettivoutopia@bruttocarattere.org

collettivo utopiA

estate 2019

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LUOGHI APERTI_CINEMA CHE SVELA SPAZI VISIONARI 19.07.2019

Venerdì 19 luglio, a Saviano, con il film “QUASI AMICI” si chiude la rassegna

Si conclude, Venerdì 19 luglio 2019, a Saviano, la rassegna itinerante di cinema all’aperto, quest’anno alla 3za edizione, che si propone di aprire, recuperare e riqualificare, luoghi insoliti, sconosciuti, abbandonati o dimenticati.

La proposta della Little Free Library di Saviano, in collaborazione con il collettivo utopiA di Marigliano, quest’anno è stata accolta dall’Associazione Casa delle Fragole di Somma Vesuviana, che ha ospitato la prima proiezione, e da un gruppo spontaneo di abitanti di un cortile, nel cuore del centro storico di Saviano, dove si terrà la quarta e ultima proiezione.

Libertà, partecipazione e autogestione: questi i principi su cui si fonda l’iniziativa che intende trasformare piazze, cortili, giardini, terrazzi e vicoli in sale di proiezione all’aperto per incontrarsi, prendere il fresco, chiacchierare, fantasticare.

Ed eccoci al quarto e ultimo appuntamento: Venerdì 19 luglio, nel primo vicolo a sinistra di Via Fratelli Tufano a Saviano, ci sarà la proiezione del film “QUASI AMICI” di Olivier Nakache ed Éric Toledano.

Il film.

Si dice: chi trova un amico trova un tesoro. Il ricco Philippe (François Cluzet), rimasto paralizzato dalla vita in giù a causa di un incidente, ha bisogno di un aiutante personale. Driss (Omar Sy), uno squattrinato ragazzone di periferia, è alla ricerca disperata di un lavoro. I due mondi – e le due realtà sociali – si incontrano, si scontrano e si mescolano in un rapporto di amicizia profonda e leale, che rompe tutte le barriere che la società alza tra umorismo e tragedia, tra dolore e leggerezza, tra dizione perfetta e slang di strada, tra completi eleganti e tute da ginnastica. Una scena emblematica del film è quella in cui Driss esclama: “Siamo qui se serve, non ci muoviamo… soprattutto lui!”.

La storia è vera e il tema è complesso, scivoloso e scomodo, ma grazie a una sceneggiatura curata nel dettaglio, a due attori formidabili e alla leggerezza propria della commedia, il risultato è un film imperdibile, che commuove, fa pensare e, al tempo stesso, ridere di gusto.

Segnaliamo, inoltre, il grandissimo contributo dato al film dalla colonna sonora firmata Ludovico Einaudi.

BUONE VISIONI!

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LUOGHI APERTI_CINEMA CHE SVELA SPAZI VISIONARI 11.07.2019

Giovedì 11 luglio 2019, LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO a staZIONe UtOpiA

Fa tappa a Marigliano, giovedì 11 luglio, a staZIONe UtOpiA, la rassegna itinerante di cinema “LUOGHI APERTI”, quest’anno alla 3za edizione.

L’iniziativa, culturale e indipendente, si propone di aprire, recuperare e riqualificare luoghi insoliti, sconosciuti o dimenticati, attraverso l’esperienza del cinema.

Porte aperte, condivisione e mai più spazi abbandonati: questi i concetti da cui prende spunto la proposta di Little Free Library Saviano e collettivo utopiA – accolta quest’anno dall’associazione Casa delle Fragole di Somma Vesuviana e da un gruppo di abitanti di un cortile a Saviano – di trasformare piazze, cortili, giardini, terrazzi (e chissà quanti altri posti ancora) in sale di proiezione all’aperto, dove incontrarsi, prendere il fresco, chiacchierare, fantasticare, praticare l’autogestione.

E siamo alla 3za proiezione. LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO è il film scelto dal collettivo utopiA per la serata in programma a Marigliano, giovedì 11 luglio 2019.

Il film.

Vita, morte e svariati miracoli di periferia. Roma. Quartiere Rebibbia. Il film, liberamente ispirato dalla vita del fumettista Zerocalcare e dalla sua graphic novel “La profezia dell’armadillo”, segue le vicende di Zero (Simone Liberati), disegnatore 27nne, che in attesa di un colloquio presso uno studio grafico, sopravvive come può con lezioni di francese sottopagate o cronometrando le file negli aeroporti. Con lui ci sono Secco (Pietro Castellitto), compagno d’avventure da sempre, la madre (Laura Morante) e, costantemente al suo fianco, la sua altra natura, un armadillo (Valerio Aprea) che si aggira per casa con cui si confronta quotidianamente sul mondo, gli altri e i paradossi dell’esistenza. Intanto viene a sapere che Camille (Sofia Staderini), una vecchia compagna di scuola, è morta.

Essendo un’opera di fantasia liberamente ispirata, il film, si discosta per certi tratti dal fumetto, ma ha il merito di non tradire le atmosfere e lo spirito dell’opera disegnata da Zerocalcare, tra comicità e malinconia, assenza totale di certezze e incomunicabilità di una generazione intera, quella del G8 di Genova, da cui qualcuno non è più tornato. Un’impresa non da poco. Il film, inoltre, regala un’esilarante apparizione di Adriano Panatta e vede la partecipazione, nei panni del padre di Camille, anche dell’ex terzino sinistro della Roma, Vincent Candela.

La sceneggiatura è firmata dallo stesso Zerocalcare, con Oscar Glioti, Valerio Mastandrea e Johnny Palomba. La regia è dell’esordiente Emanuele Scaringi, sceneggiatore e autore di corti e documentari.

Il luogo aperto. Per quanto ancora? staZIONe UtOpiA_marigliano: il collettivo utopiA, da 5 anni promuove il recupero e la riqualificazione di quest’area (ex-circumvesuviana), dismessa e abbandonata dalla città al degrado e alla sporcizia per oltre 20 anni e che dal 2013 si è trasformata in un laboratorio sperimentale per l’autogestione popolare di spazi pubblici inutilizzati.

Ma lo Stato si impone ancora una volta e al posto di uno spazio culturale condiviso, proposto e sostenuto dal collettivo utopiA, dove hanno trovato spazio le arti, la musica, il teatro, il cibo buono e la rigenerazione di uno spazio abbandonato, il comune decide unilateralmente di costruirci una caserma. Che dire? Questo, è il livello! Zona militare ad uso esclusivo. Un’occasione persa e un’altra conferma per il collettivo utopiA che da sempre denuncia la miopia e la non curanza delle istituzioni. Più da ostacolo che da accompagnamento. Più da guardiani che da amministratori.

Il collettivo utopiA. Associazione di promozione sociale che promuove iniziative aperte e partecipative, sostiene le piccole produzioni fuori dal mercato capitalistico e realizza progetti di promozione sociale per l’autodeterminazione e l’autogoverno. Libere arti e spiriti libertari. Sognatrici e sognatori. Lucide follie autorganizzate, dove si pratica l’autofinanziamento e lo scambio equo. Comunque.

Il programma:

ore 20:30 Cena con sfizi marocchini di Cucina Amazigh

ore 21:00 Proiezione del film

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